Per le torri della costiera l'ordine fu emanato l'anno successivo, il 1564.
A Minori fu costruita la Torre Costiera detta del Paradiso, fine sec.XVI.
In quell'epoca la torre rappresentava la parte più alta della cittadina, da cui poter osservare in lontananza il mare ed i sui pericoli. E del tipo canonico quadrato, con due caditoie intatte (una sulla via Minori-Amalfi). Fu terminata nel 1595.
Oggi questa torre è inglobata in un complesso assai caratteristico di abitazioni mentre sino allo scorso secolo si elevava ancora in posizione isolata su questo ripido sperone roccioso diponente.
Altre torri antiche sono quella dell' Annunziata sulla riviera di levante al confine con Maiori con l'altra in via Garofalo (già calata ponte).
Quest'ultima non è più prospiciente il mare, perchè retrostante ai fabbricati del lungomare.
Qui vi è un'edicola con Cristo dipinto recentemente restaurato dal pittore Mario Carotenuto.
Altre piccole edicole votive sono sparse per le strade di Minori.
All'ingresso di Minori, proveniente da Maiori, vi è il Castello Mezzacapo.
Minori, oltre alle torri suddette era cinto da mura; queste furono completamente distrutte da un violento temporale che si abbattè sulla cittadina l'11 Aprile 1597.
Sul mare, sulla scogliera di ponente vi erano dei bastioni con mezze torri cilindriche con cornice torica; essi, al dire del Prof. Luigi Di Lieto, furono costruiti fra il 1880 ed il 1883.
Si può tuttavia osservare che la tecnica di costruzione potrebbe essere assimilata a quella del XIII secolo.
ASPETTI RELIGIOSI A MINORI
Notizie storiche della Santa Trofimena
Per ricostruire la storia di S. Trofimena ci siamo serviti di fonti attendibili: documenti scritti, immagini iconografiche, testimonianze orali, reperti.
Origine del nome Febronia Trofimena
Secondo alcuni storici Febronia era il nome proprio delle donne greche mentre Trofimena indica l'appartenenza ad una famiglia benestante vivente nel periodo storico durante la persecuzione dei cristiani (inizio cristianesimo 304 d.C.). Apparteneva ad una famiglia molto benestante. Abitava a Patti un paesino siciliano.
Perché la giovanetta subì il martirio da parte del padre?
Lei era cristiana, il padre pretendeva che lei sposasse un nobile pagano minacciandola ripetutamente. Trofimena fuggì ma fu raggiunta dal padre che (forse), in un impeto di rabbia, la uccise(martirio). Il corpo fu ritrovato da una donna e ricomposto in una bara di marmo.
Il ritrovamento
La bara fu ritrovata sulla spiaggia di Minori dove non sappiamo come vi sia perduta.
Inizialmente la bara fu trasportata in Chiesa da due giovenche.
Successivamente per paura che quelle reliquie potessero essere trafugate dal principe Longobardo Sicardo, che saccheggiava e rubava ciò che trovava,furono affidate al Vescovo di Amalfi, Pietro II.
Sicardo, però, conquistò Amalfi e trafugò le reliquie di S.Trofimena trasferendole a Benevento.Nell' anno 838d.C,con l'aiuto del Vescovo Beneventano Orso, i Minoresi riuscirono ad ottenere una parte delle reliquie(13 luglio).
Nel 1783(circa 1000 anni dopo)durante la ricostruzione della nuova chiesa tali reliquie furono ritrovate tre giorni di intensa ricerca(27 novembre).
I festeggiamenti
13 luglio: rievocazione del ritorno delle reliquie da Benevento a Minori(838).
5 novembre:celebrazione del martirio(304).
27 novembre:ritrovamento nel 1793 delle reliquie ha seguito della costruzione della basilica.
LA FESTA IERI E OGGI
Negli anni '50 la festa patronale molto attesa per i cittadini di Minori,tutto il paese si preparava,chi aveva la possibilità si comprava i vestiti nuovi e chi non l'aveva si aggiustava quelli vecchi.Tutto il paese veniva addobbato con lampadine colorate e con arcate. Il comitato festa faceva venire le bande di musica dei paesi della Puglia che suonavano i giorni 12-13-14 luglio. Anche i fuochisti venivano da fuori. Dalle colline che circondano Minori le persone, proprietari dei giardini qui situati, preparavano da soli i cosidetti "mortai"
Natale al tempo dei nonni
I preparativi per il S. Natale, a Minori, iniziavano la vigilia dell'Immacolata, quando nelle case si allestiva il presepe con il muschio e i rametti di abete raccolti dai bambini nelle campagne, mentre in chiesa terminava la novena dell'Immacolata. Durante la novena dell'Immacolata, ogni sera, per nove giorni, si recitava il Rosario, a partire dal 29 novembre. La cena della vigilia era per tutti un momento di grande convivialità e dopo aver cenato a base di spaghetti e vongole, baccalà fritto, scarole con le alici, zeppole e struffoli si andava alla s. Messa, prima però si andava di casa in casa a dare gli auguri a tutti i vicini ed entrando si diceva: E' nato, è nato e...'nata a zeppola!!!
I bambini cantavano:
Mo ven Natal
nun teng renar
m'appia 'na fif
e m vac a cucca.
Era un momento magico che purtroppo non vivevano i figli dei pescatori, in quanto erano sacrificati per tutta la notte a fare la guardia alla vasca dei capitoni per non farli scappare. Stavano vicino al braciere per tutta la notte e solo la mattina, quando giungevano i primi acquirenti, potevano andare a letto.
MINORI E I DOLCI NATALIZI
Le preparazioni natalizie campane sono legate alla rinomata tradizione pasticciera napoletana: roccoco', susamielli, divino amore, zeppole e struffoli tutto questo ci riconduce al periodo dell'avvento, a lunghe serate in casa, al gioco della tombola.
Il profumo delle zeppole fritte, che durante la fase della preparazione impregna tutti gli abiti, le finestre chiuse, il vapore acqueo che si forma sui vetri, e l'odore che ci si porta dietro lasciando scie di aromi irresistibili.
In famiglia la nonna ha sempre sostenuto che quando si preparano le zeppole non bisogna ne' farsi vedere ne' far sentire l'odore alla gente invidiosa: finirebbero con lo scoppiare!!!
Le Zeppole
Tipiche della costiera sorrentina, sono ciambelline fritte preparate con una pasta a base di farina acqua latte ed anice, e condite con miele, diavulilli (per chi non lo sapesse sono i confettini piccini e coloratissimi che ci riportano alla mente le decorazioni dei nostri alberelli di natale) e scorzette d'arancia.
Tra i mestieri napoletani esisteva anche quello della zeppollara che in strada friggeva queste ciambelle in strutto o grasso animale e le serviva ricoperte di miele.
Ricetta: http://guide.supereva.it/mangiar_bene/interventi/2000/12/19803.shtml
Gli Struffoli
Questo è un tipico dolce natalizio, la cui forma è a base di sfere ricoperte di miele e dai multicolorati diavulilli.
L’origine degli struffoli è greca: il nome, deriva da strongulos, cioè pasta a forma sferica, arrotondata o incavata; anche questa preparazione è consolidata nella tradizione pasticciera napoletana, splendide erano le confezioni ad opera delle Monache dei conventi della Croce di Lucca e di quelle di S. Maria dello Splendore.
Ricetta: http://guide.supereva.it/mangiar_bene/interventi/2000/12/19613.shtml
Le Paste di mandorle o Pasta reale
Sono altri dolcetti che trovano la loro origine nei conventi napoletani, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu' svariate.
Dolci della vigilia di natale, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro perche' erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall'olio premuto dalle stesse mandorle.
L'origine del nome pasta reale pare risalga all'epoca di Re Ferdinando IV.
Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta.
Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano.
Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale.
I Mustacciuoli
Dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato, il loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci.
I Susamielli
A forma di 'S' i Sosamielli venivano impastati con del miele liquido ed anticamente venivano distinti in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v'era l'usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi.
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Le Sapienze
(leggera variante dei susamielli)
Devono il loro nome al Convento di S.Maria della Sapienza, in cui venivano egregiamente preparate dalle Clarisse
I Divinamore
A base di pan di Spagna ricoperto di colorata glassa rosa traggono il loro nome dalle Religiose dell'omonina comunità di clausura.
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Il Roccocò
A forma di ciambella, adatto a chi ha denti solidi, trae la sue origini invece dal francese rocaille per la barocca e rotondeggiante forma di conchiglia.
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E così, ogni anno, fosse solo per come dice mia "zia" pe' devozione siamo costretti, facendo uno sberleffo alle diete, nostro malgrado, ad assaggiare queste splendide delizie.